Progetti

IV CENTENARIO DELLA BASILICA CATTEDRALE TUSCOLANA

 La formazione personale, parrocchiale e diocesana della vita di  ogni cristiano si può pensare all’interno di un progetto, che pone  la Cattedrale in primo piano.

 

(Vescovo di Frascati Raffaello Martinelli…)

 Il progetto “ Scuole del territorio tuscolano per il Centenario della Cattedrale di S. Pietro”prevede una serie di categorie di appartenenza dei  lavori: 

  • Storico –Letterario –Teatrale (racconti, saggi, pannelli didattici…)
  • Grafico- Artistico -Fotografica (pitture, bassorilievi, disegni…)
  • Informatico- Multimediale (CD, Video, ipertesti..)
  • Musicale (strumentale, corale…)

La nostra scuola potrebbe partecipare al progetto attraverso la categoria: Grafico- Artistico –Fotografica  (pitture, bassorilievi, disegni…) per motivi legati al poco tempo rimasto a nostra disposizione.

Le fasi di lavoro previste:

  1. breve introduzione - artistico -storica – inerente alla nascita della Cattedrale da parte dell’insegnante ai propri alunni;
  2. scelta e preparazione dei materiali per la realizzazione dei lavori; ( das, creta, polistirolo, tavolette di legno , pennelli, tempere, acquerelli, fogli bianchi F4, polvere di gesso, ……)
  3. visita alla Cattedrale di Frascati; ( realizzazione,anche, di foto su tema, per mostra fotografica)
  4. sviluppo ed esposizione dei lavori su pannelli da parte degli alunni delle varie classi.

 

Un po’ di storia

La Basilica di San Pietro Apostolo fu voluta , nel 1598, da Clemente VIII Aldobrandini per  necessità legate ai bisogni spirituali  della comunità in forte aumento. L’architetto bolognese Ottavio Nonni , detto il Mascherino sviluppò un progetto a croce con tre navate. Dopo la sua morte sopraggiunta nel 1606 i lavori furono eseguiti dall’architetto Girolamo Fontana, il quale diede un notevole contributo edificando la facciata tra il 1697 e il 1700.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Cattedrale fu sottoposta ad un primo restauro in seguito ai danneggiamenti subiti, ma, purtroppo, le ricche decorazioni settecentesche sono state irrimediabilmente perdute; rimane un esempio della dotazione originale nella cappella di Sant'Isidoro, nella navata di destra. Nell'anno 2001 è stato ultimato il ripristino della facciata, segnata dal tempo. La sua storia, tuttavia, è strettamente legata alla vita del cardinale Enrico Benedetto Stuart, duca di York.

Enrico Benedetto Stuart, duca di York

Enrico Benedetto Maria, Clemente, Tommaso, Francesco, Xavier, Stuart nasce a Roma il 5 marzo 1725, secondogenito del pretendente al trono d'Inghilterra Giacomo III e della principessa polacca Maria Clementina Sobiesky. La dinastia cattolica inglese era stata detronizzata nel 1714 in seguito all'approvazione della "Bill of Rights", una dichiarazione dei diritti secondo la quale nessun re cattolico o persona sposata ad un cattolico poteva pi ù sedere sul trono d'Inghilterra e, nel 1717, Giacomo III aveva trovato accoglienza a Roma da parte di Papa Clemente XI,  dopo che Luigi XIV, re di Francia,  gli aveva  il diritto di asilo. Gli Stuart continuarono a lottare per la riconquista del trono, ma nel 1746, in seguito alla fallita spedizione a Culloden in Scozia, sia l'erede al trono Carlo Edoardo che suo fratello Enrico dovettero constatare che ogni altra possibilità di aiuti da parte delle potenze europee era da scartare e che le sorti della restaurazione cattolica sul trono d'Inghilterra erano ormai segnate. Queste considerazioni e la vocazione alla vita religiosa che ormai da molto tempo sentiva nel suo intimo, incoraggiarono Enrico Stuart ad abbracciare la carriera ecclesiastica e nel 1747 Benedetto XIV lo nominò cardinale con il titolo di Santa Maria in Campitelli, a soli 22 anni. La notizia della sua elevazione a cardinale fu un grave colpo per Carlo Edoardo, che si sentì tradito anche dal padre, il quale aveva appoggiato, senza prima consultarlo, la decisione del fratello: questo aprì nella famiglia una grave frattura che durò per oltre vent'anni. Nel 1761 venne nominato Vescovo della Diocesi Tuscolana e il suo ingresso venne celebrato solennemente nella Cattedrale di Frascati il giorno 19 luglio dello stesso anno. Per l'occasione il cardinale Enrico Benedetto duca di York, questo il nome che acquisì, fece dono di due ricchissime pianete in seta laminata, una rossa e l'altra bianca, ricamate in filo d'oro, che possono essere ammirate nella cattedrale di San Pietro, alla quale elargì altri doni di notevole valore storico ed artistico che dimostrano anche il suo raffinato amore per l'arte e il suo rapporto con artisti ed artigiani del tempo. Poco tempo dopo la presa di possesso, il Cardinale indisse le Sacre Visite, furono ben undici, le quali rappresentarono lo strumento fondamentale per conoscere da vicino i problemi della Diocesi e soprattutto per stabilire un dialogo diretto con sacerdoti e fedeli.

Pianeta in seta rossa e oro, dono del cardinale

L'intero arco del suo mandato episcopale fu costellato di innumerevoli attività benefiche, che assorbirono gran parte delle sue pur considerevoli rendite, in favore dei pi ù poveri e nei confronti di Istituti di ordine sociale quali l'ospedale San Sebastiano Martire di Frascati, per il quale mantenne anche un carro con cavalli per il trasporto dei malati ed il Monte di Pietà affinchè operassero sempre meglio per il bene di tutta la Comunità. Tuttavia il suo principale intento fu quello di organizzare il Seminario Tuscolano e questo fu possibile soltanto dal 1770 quando,a seguito della soppressione dell'Ordine dei Gesuiti, papa Clemente XIV sottopose di nuovo l'Istituto alle dirette dipendenze del Vescovo Tuscolano. Da questo momento è un continuo succedersi di interventi e donazioni personali per dotare il Seminario dei servizi necessari ad una perfetta organizzazione della vita comunitaria: nuovi arredi, cucina, cameroni, un refettorio che fece decorare dal pittore-stuccatoreGiovanni Angeloni di Frascati, una piccola cappella affrescata dal pittore polacco Taddeo Kuntze e perfino una moderna tipografia. Il 31 gennaio 1788, dopo una vita di amarezze e umiliazioni, passata nel tentativo di riportare la sua casata sul trono d'Inghilterra, moriva a Roma il principe Carlo Edoardo. La triste notizia prostrò moltissimo il cardinale duca. I funerali si svolsero in forma solenne, degni di un re, nella Cattedrale di Frascati e le spoglie del principe Carlo furono tumulate nella Cattedrale stessa. Oggi vi restano solo i precordi, racchiusi in una piccola urna di piombo. La lapide di marmo che indica il luogo si trova su uno dei pilastri della navata di sinistra. Dopo la morte del fratello, il Cardinale Vescovo di Frascati cominciò a sentire tutto il peso morale dell'eredità che gravava sulle sue spalle e ancora una volta rese pubblica la protesta con la quale reclamava il suo diritto di successione al trono d'Inghilterra con il nome di Enrico IX. Apportò cambiamenti sul suo stemma facendo togliere la mezzaluna e sotto il cappello cardinalizio fece sostituire la corona ducale con quella reale. L'occupazione francese dello Stato Pontificio nel 1798, lo costrinse a fuggire e a rifugiarsi prima a Napoli, poi a Venezia, dove ebbe notizia della morte di Pio VI, avvenuta a Valence, prigioniero di Napoleone. Quando, nel marzo del 1800, ebbe termine il conclave dell'Isola di San Giorgio, dove fu eletto papa Pio VII, il cardinale duca fece ritorno nella sua diletta Diocesi di Frascati, dove fu accolto con grandi manifestazioni di gioia e di affetto. Ma i suoi impegni non erano finiti. Nonostante le fatiche per il lungo viaggio e le sofferenze dell'esilio, l'approssimarsi del ritorno a Roma del Papa, lo costrinse a ritornare nella Capitale per predisporne l'accoglienza; per dimostrargli la sua gratitudine Pio VII gli fece visita a Frascati e gli concesse l'onore di farlo sedere accanto a lui sul cocchio pontificio, privilegio questo riservato soltanto ai re. Nel 1803 il cardinale divenne Decano del Sacro Collegio: sebbene per tradizione questo titolo comprendesse anche quello di Vescovo di Ostia e di Velletri, ricevette dal Papa il permesso di poter continuare ad abitare a Frascati nella rocca quattrocentesca, residenza ufficiale dei vescovi tuscolani, da lui restaurata nel 1775 ed abbellita di affreschi di Taddeo Kuntze. Qui il 13 luglio del 1807 spirò serenamente. Ai suoi funerali, tuttavia, non si videro nè la corona nè lo scettro, come ai funerali del fratello, ma ai suoi piedi furono deposti la mitria e la Croce pastorale. Il 16 luglio del 1807, tre giorni dopo la sua morte, anche le spoglie di Carlo Edoardo furono traslate a Roma dove riposano insieme a quelle del padre Giacomo III e del fratello Cardinale nelle Grotte Vaticane in un bellissimo sarcofago di granito rosso sormontato dalla corona regale, commissionato nel 1939, da re Giorgio VI d'Inghilterra. 

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